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Buongiorno a tutti. So che sono stata assente per moltissimo tempo e me ne scuso. Purtroppo, a causa di eventi esterni ho dovuto smettere di allevare e quindi  l’ornitologia nel mio ambiente ha dovuto trattenersi molto.

Ma sono qui per ricominciare! Presto, molto presto, verranno innovazioni: un dominio proprio, gli articoli non saranno piu’ una raccolta di altri articoli, ma interamente personali basati su studio e conoscenza e verrà inserita anche la lingua inglese, in quanto ho notato che la maggior parte delle visite provengono tutti dall’estero e sarebbe bene aiutare i visitatori nella comprensione. Mi rivedrete sui siti importanti, verranno collegati link direttamente alle aziende piu’ interessanti e via via nuove interazioni con i numerosi allevatori e appassionati di ornitologia.

A prestissimo!

Colgo l’occasione della brutta giornata successa oggi a Genova per fare le mie piu’ sentite condoglianze ai parenti delle vittime e volgo un caloroso abbraccio ai feriti. Il ponte era il simbolo della città, ma anche della Liguria intera. Un vero disastro, una vera calamità per tutti noi. Non ci sono altre parole per esprimere lo sgomento che aleggia nell’aria. Una vigilia di ferragosto veramente triste e terribile 😦
Speriamo che la vita ci riserbi momenti migliori.

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La rogna del becco nelle cocorite

Riprendo l’articolo breve scritto dalla clinica casale sul sile. Magari un giorno faremo un approfondimento.

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La rogna del becco o rogna Knemidocoptica può colpire tutti gli uccelli, ma ha una particolare predilezione per la specie Melopsittacus Ondulatus, meglio conosciuto con il nome di Parrocchetto Ondulato o Cocorita.
Questo simpatico pappagallino australiano è uno degli animali da compagnia più diffusi al mondo.
La colorazione ancestrale, quella cioè presente in natura, è solo verde e gialla. Il maschio adulto si riconosce facilmente dalla femmina perchè la cera del naso è blu acceso, mentre le femmina ha il naso rosa.
In cattività sono state selezionate moltissime mutazioni di colore che lo hanno reso tanto popolare ed apprezzato al grande pubblico.
E’ piuttosto comune trovare, specialmente tra animali stipati insieme in spazzi angusti e poco igienici, delle caratteristiche deformità della zona della testa attorno al becco.
Possono presentarsi come croste attorno alla congiuntura tra le due ranfoteche superiore ed inferiore oppure come protuberanze allungate. Alcuni soggetti possono avere il becco deformato e non riuscire più ad alimentarsi normalmente.
I libri divulgativi presenti in commercio consigliano improbabili terapia casalinghe a base di olio, zolfo e pomate antibiotiche ad uso umano.
Esiste invece un protocollo terapeutico efficace e sicuro per la salute dei nostri pappagallini.
E’ importante rivolgersi quanto prima ad un Veterinario Aviare per instaurare la terapia del caso.

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Allevare colibrì di Mario Cagnoli

Ben presto, a partire da Dicembre 2014, avrò anche io a disposizione una coppia di colibrì da allevare, sperando che non mi costino troppo. Intanto eccovi un assaggio di un allevatore, in attesa del mio ritorno ai post.

Premesse
Colibri' Amazilia amazilia sul nido
I colibri’ sono sicuramente i piu’ leggiadri uccelli esistenti, una famiglia formata da più di 300 specie per le quali si associano ai piu’ brillanti colori della livrea le piu’ ridotte dimensioni del mondo alato. La maggior parte delle specie ha il proprio areale nella zona centro-settentrionale del Sud America, ma alcune specie arrivano nei mesi estivi fino in Alaska e una fino alla Terra del Fuoco. La loro diffusione va dal livello dal mare ai circa 2.700 metri s.l.m. delle specie andine. Cosa che molti ignorano, i loro stupendi colori non hanno una base lipocromica, ma sono riflessi di luce prodotti dalla struttura di penne e piume.

 

Caratteristiche di specie
Uova di colibri'

L’alimentazione dei colibri’, come risaputo, e’ basata sul nettare dei fiori arricchita da moscerini e piccoli ragni, ed e’ proprio questo che per anni ha frenato la loro diffusione come uccelli da voliera. Ormai da parecchi anni sono disponibili sul mercato nettari artificiali che rendono più facile l’allevamento, e si cominciano a vedere anche riproduzioni in cattivita’. Altra particolarita’ che complica parecchio la detenzione e’ la loro spiccatissima territorialita’, infatti a parte pochissime specie – anzi c’e’ chi sostiene una sola: il Colibri’ orecchie viola (Colibri’ coruscans), che vive e alleva la prole in coppia – nelle altre ogni soggetto ha un proprio territorio e i contatti tra i soggetti si limitano al momento dell’accoppiamento, dopodiché le femmine covano e allevano la prole da sole. Questa territorialita’, in spazi ridotti, porta spesso alla morte di uno dei soggetti della coppia.

Esperienza personale
Serra-voliera allevamento di colibri'
La mia affascinante esperienza con questi gioiellini alati risale a fine anni ottanta. Due coppie: una di (Colibri’ coruscans) e l’altra di (Colibri’ delphinae), alloggiate opportunamente in comuni voliere da 120 cm. in un’ampia mansarda la cui temperatura non scendeva mai sotto i 15 gradi. L’alloggiamento in queste voliere doveva essere provvisorio in quanto pensavo, se fossi riuscito nel loro allevamento, di preparare una sorta di piccole serrette in cui ospitarli con varie specie di bromeliacee come arredamento. Quando mi sono reso conto che con le loro feci praticamente cristallizzavano tutto, ho deciso di non spostarli piu’ da quella sistemazione. Pensate che una volta al mese dovevo lavare completamente le voliere con acqua calda per sciogliere gli zuccheri. Cosa molto importante da tener presente e’ la misura dei posatoi, devono essere tanto sottili che la zampa possa cingerli completamente, questo perche’ la notte i colibri’ rallentano il loro metabolismo da entrare quasi in catalessi e la zampa si irrigidisce attorno al posatoio, se questo e’ troppo grosso, il colibri’ cade a terra e li’ resta fino al momento del risveglio, cosa che non e’ dettata dalla luce dell’alba ma dal raggiungimento della temperatura ambientale ideale. Devono avere sempre a disposizione una vaschetta con acqua pulita per il bagno, e’ indispensabile che il piumaggio sia sempre pulito, pena la difficolta’ nel volo.
Alimentazione
Nido e pulli di colibri' calliope
Come alimentazione ai miei colibri’ somministravo un nettare di composizione casalinga, ottenuto sciogliendo in acqua glucosio o zucchero di canna, polline, miele e pappine liofilizzate per neonati, in un cartone del latte tagliato a meta’ e sistemato sul fondo, tenevo della frutta a fermentare per avere sempre delle Drosere (moscerini della frutta); era uno spettacolo vederglieli prendere al volo.

Comportamento
Tenevo i Colibri’ coruscans in coppia e invece i delphinae col divisorio, nonostante questo accorgimento, spesso si azzuffavano attraverso le sbarre. Nell’anno in cui li ho tenuti, tutti i tentativi di fargli condividere la gabbia sono finiti in rissa. Sinceramente come uccelli da gabbia sono piuttosto monotoni, una volta scelto il posatoio vi passano tutta la giornata praticamente immobili spiccando il volo solo per alimentarsi. Allora pensavo dipendesse dalle ridotte dimensioni delle gabbie in cui li tenevo, ma quando li ho ceduti ad un amico che aveva un locale serra-voliera in cui allevava Tangare e Nettarinie, mi sono reso conto che il comportamento restava lo stesso e, come ho visto successivamente in alcuni documentari, anche in natura non cambia molto.

 


Testo: Mario Cagnoli
Foto: Rete Internet
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Prepariamo del buon cous cous

Vi sono vari ingredienti che si possono mettere in un buon cous cous, ma il miglior prearato per le cove e l’imbecco rimane quello fatto in casa. Serve, come abbiamo detto, a fornire un alto contenuto proteico ai nostri pullus, ed aiutare i genitori nello svezzamento. Vediamo in breve come farlo:

A seconda di quante coppie avete, dovrete avere una tot dose di ingredienti.
Mettete a scaldare dell’acqua, ma fate attenzione che non sia eccessiva, altrimenti il prodotto sarà meno appetibile ai vostri beniamini. Facciamo conto 200 ml con, a parte in una ciotola, 4 cucchiai di prearato naturale di cous cous per 4 coppie. Quando l’acqua nel pentolino sarà calda, senza farle raggiungere l’ebollizione, aggiuntete pure un cucchiaino di miele; io di solito metto il millefiori, mi piace di più per gli uccellini anche se molto zuccheroso. Mischiato il tutto versatelo nella ciotola con il cous cous e mescolatelo ogni tanto con la frusta, coprendolo interamente e mettete un uovo a cuocere fino a renderlo sodo. Una volta cotto mescolate prima il tuorlo finchè non viene amalgamato e poi sminuzzate l’albume senza guscio per mischiarlo. Una volta raffreddato è pronto e vedrete che tutti i vostri uccellini ne trarranno vantaggio.
Assieme, come faccio io, potrete mischiarci anche dei pisellini scongelati e sminuzzati, opure c’è chi mescola assieme del pastoncino all’uovo che ha già in casa, soprattutto se è la prima volta che gli animali vedono questa pietanza. Dopo 24 ore, però, se vi avanza del cous cous, non fornitelo e rifatelo da capo.Digital StillCamera

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Mostra scambio a Roma

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La novità 2014, le Perle Morbide

Anche quest’anno è uscito un nuovo estruso facilmente utilizzabile da tutti gli allevatori e da tutti i neofiti che non hanno molto tempo per seguire appieno il loro allevamento.
Si parla delle Perle Morbide della nota marca Ornitalia, un prodotto innovativo presentato al mercatino di San Valentino di Reggio Emilia (ma perchè si chiama San Valentino se si fa ai primidi Febbraio?) , nonostante il prodotto sia già stato provato qualche mese prima.

Molti gridano già al miracolo, quando la stagione non è nemmeno iniziata e io odio le conclusioni affrettate. Come cavolo si può dire che un prodotto funziona se non è passato neanche un mese? Preciso inoltre che il prodotto di cui si parla non dovrebbe sostituire la buona frutta e verdura che si propina ai nostri beniamini ogni settimana. Dalla confezione si fa intendere che sostituiscano i semi germinati ed è proprio questa cosa che vorrei precisare.

Ho notato in giro per il web che molta gente fornisce ogni giorno questo nuovo alimento ai suoi soggetti assieme al normale pastone al posto, di come ho detto, di ogni altro prodotto sano. Si tratta di un miscuglio disidratato complementare! Quindi anche codesta uscita che sta andando molto di moda va dato con parsimonia. Inoltre io non sono molto per queste cose, devo ammetterlo; visto che tutto quello che mangiamo è pura schifezza, perchè mai dovrebbero creare qualcosa di sano per degli animali. Stessa cosa vale per ogni altro animale che possiedo, come i cavalli. Quello che è fieno compresso, depolverato e triturato non è altro che un intruglio di robaccia che però è utile per quegli esemplari asmatici, per esempio.
Tornando invece al buon uso che molti fanno delle Perle Morbide, cercherò di effettuare una prova durante le cove, per vedere un pò l’andazzo, ma di certo non compro un sacco intero per poi usarne solo un terzo.

Le qualità che si professano di dare sono le seguenti:
– sostituiscono definitivamente i semi germinati, eliminando i noti rischi dovuti al processo di germinazione;
– migliori indici di accrescimento;
– possibilità di aggiungere nell’acqua di preparazione qualsiasi medicamento o additivo idrosolubile (la nota migliore assieme al minor rischio di muffe);

Preparazione:
– aggiungere a 100 gr di prodotti 200 grammi d’acqua e lasciare in ammollo per 8 ore; – aggiungere il pastoncino secco e mescolare in modo da sgranare le perline…

A voi le considerazioni e le prove. Provare costa solo il sacchetto e poi trarre le conclusioni. Io sono un pò scettica, ma sono la prima a voler provare per vedere come va.

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Il canarino arlecchino portoghese

L’Arlecchino portoghese (Arlequim Portugués in Lingua portoghese) rappresenta l’evoluzione selettiva, avvenuta in cattività, dei vecchi canarini pezzati, allevati non solo in Portogallo ma anche in altre parti del mondo.
Le prime mutazioni del Canarino ancestrale hanno prodotto soggetti parzialmente acianici (con pezzature lipocromiche): questi ultimi sono stati particolarmente apprezzati dagli allevatori portoghesi, conquistati dalla bellezza delle pezzature ben distribuite, associata alla rusticità e alla prolificità dei canarini stessi.
Si afferma che i creatori della razza avevano in origine perseguito l’obiettivo di selezionare un Canarino dotato di ben 6 colori: il rosso-arancio, il grigio, il marrone, il nero e il bronzo.
Oggi, i detentori dello standard di perfezione affermano che l’Arlecchino deve essere multicolore, variegato (macchie di eumelanina e/o feomelanina) e che deve presentare il fattore mosaico, rosso nelle zone di elezione e bianco nelle altre parti.
L’espressione fenotipica di questi colori è il risultato della casuale combinazione dell’eumelanina nera e bruna e della feomelanina sul lipocromo di base.
All’Arlecchino “ideale” si richiede che la distribuzione melaninica e lipocromica sia proporzionata e nitida, in modo da concedere omogeneità ed equilibrio ai differenti colori. In particolare, il Canarino “ideale” dovrà mostrare per il 50% circa pezzature melaniniche e per il restante 50% zone lipocromiche; inoltre sarà di pregio se presenterà la variegatura anche nelle ali, coda, zampe e becco.

Arlecchino ciuffato
Arlecchino Portogese (tipo con ciuffo)

L’introduzione del fattore mosaico, inoltre, impone la particolare espressione del rosso nelle zone d’elezione. In epoca più recente, questi soggetti variegati hanno acquisito il fattore ciuffo: proprio l’insieme costituito dalle pezzature, dal fattore rosso e dal ciuffo ha creato i presupposti perché il Canarino potesse essere considerato, in Portogallo, quale espressione di una nuova Razza di Canarini di Forma e Posizione Lisci.
Agli inizi degli anni ’80, il prof. Armando Moreno, presidente onorario del CCAP, con un gruppo d’amici allevatori, ha dato inizio ad un ulteriore miglioramento selettivo: infatti, il Canarino, conservando immutati il tipico ciuffo “a tricorno” e il colore variegato a fattore rosso, ha assunto una forma del corpo più stretta ed affilata, testa stretta e allungata, becco forte e proporzionato.
Il Canarino è stato definitivamente omologato nel dicembre 2000 dalla Federazione Portoghese, ma ha dovuto attendere sino al corrente anno 2010 per essere definitivamente ratificato dalla C.O.M./ O.M.J.
Infatti, dopo parere negativo espresso dalla Commissione giudicante in occasione dei Campionati mondiali degli anni 2001, 2003 e 2005, i responsabili del Club dell’Arlecchino e i dirigenti della Commissione Tecnica Nazionale Portoghese decisero di apportare alcune ulteriori modifiche allo standard, in modo da rendere la razza più idonea a far parte della “famiglia” Canarini di Forma e Posizione Lisci.
Queste modifiche diedero più importanza alla forma del corpo e al portamento, riducendo invece la scala dei valori relativi al colore, al ciuffo e alla testa.
È stato quindi redatto un nuovo standard di perfezione, attualmente in vigore Così l’Arlecchino portoghese ha ripreso il suo cammino, raggiungendo il traguardo tanto agognato dagli allevatori portoghesi: questi, infatti, hanno avuto la grande soddisfazione di vedere riconosciuto, ufficialmente e definitivamente, l’Arlecchino dalla C.O.M./O.M.J. in occasione del Campionato Mondiale d’Ornitologia, tenutosi a Matosinhos-Portogallo nel gennaio 2010.(A.O.M)

Il Corpo:
il suo corpo e Lungo e sottile . Il suo petto e leggermente arrotondato al torace in modo uniforme pero stretto dietro ed allineato con la coda. Le ali sono ben proporzionate rispetto al corpo che finiscono alla radice della coda. Valore di 20 punti

Il ciuffo, la testa ed il collo:
Il ciuffo ha la forma del corno di cresta con 2 angoli sul retro ed uno virtuale davanti, che scendono dalla parte superiore della testa per poi cadere simmetricamente senza coprire gli occhi e il becco. La testa lunga e sottile, e ha la forma di U vista dall’alto verso il basso. Il becco e forte ed e proporzionato. Valore di 15 punti

Il colore:
e variegato e multicolore con la presenza di un disegno rosso mosaico. La melanina e lipocromo proporzionati nella loro distribuzione che conferiscono un equilibrio ed omogeneità ai diversi colori. Per l’esposizione e’ ammessa anche la colorazione artificiale. Valore di 15 punti

La taglia:
e dicirca 15 cm. Valore di 10 punti

Il piumaggio:
e liscio, brillante ed aderente al corpo. Valore di10 punti

La posizione:

Il portamento e eretto con un angolo da 55°. Il corpo e elevato, sempre in stato di allerta, si sposta con fiducia. Valore di 10 punti

Le gambe:
Forti, lunghe, leggermente curve e preferibilmente variegate, cosce ben visibili. Valore di 10 punti

La coda:
Lunga e sottile, biforcuta alla fine preferibilmente variegata. Valore di 5 punti

I condizioni generali :
Pulito e sano. Buon portamento ed adattabilità alla gabbia da mostra.Valore di 5 punti
(C.Ferrari)

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